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CULTURA

Speciale Tuttestorie, motivo d'orgoglio

Ogni anno l'Exmà con il Festival Tuttestorie diventa una sorgente formidabile di idee e di creatività. [Andrea Mameli]

ANDREA MAMELI
domenica 6 ottobre 2013 10:43

di Andrea Mameli, giornalista scientifico

Ogni anno l'Exmà con il Festival Tuttestorie diventa una sorgente formidabile di idee e di creatività. Una sorgente effervescente naturale, che aiuta a digerire il sapere contenuto nei libri e facilita l'espulsione delle scorie accumulate di fronte alla tv. Queste giornate (e serate) di fine ottobre, sono diventate per Cagliari (e non solo per Cagliari) un appuntamento importante. Anzi, c'è chi pensa, come Carlo Carzan, uno degli ospiti storici del Festival, che si possa trattare di qualcosa di più di un appuntamento importante: l'effetto esercitato da queste giornate di condivisione culturale, di avvicinamento alla lettura e di apertura al confronto con tematiche non sempre facili, potrebbe avere esteso il suo influsso ben oltre la durata della manifestazione.

Il festival, considerato uno dei migliori in Italia nel suo genere, offre ogni anno attività sempre diverse. E nonostante il ricambio generazionale mantiene inalterato il suo fascino verso i ragazzi, i loro genitori e gli autori. Se osserviamo le attività in programma ci accorgiamo che il libro mantenga inalterata la sua centralità, ma la formula del laboratorio è quella che cattura l'attenzione dei ragazzi. Il laboratorio diventa il momento in cui lo stregone regala all'apprendista i suoi segreti: gli animatori e i facilitatori consegnano ai bambini le chiavi del fare, i trucchi per manipolare materiali e sostanze, le formule per gli esperimenti. Un percorso che rappresenta, in scala ridotta, itinerari creativi tipici dell'artista e dello scienziato, del regista e dell'architetto. Ecco perché avere in casa una simile iniziativa riempie d'orgoglio.

Sabato 5 Ottobre 2013 - alcuni esempi utili a capire.

"C'era una casa molto carina. Verso la casa utopia" è il laboratorio per bambini da 8 a 11 anni curato da Marco Peri in collaborazione con l'Associazione Culturale CultArch e Revolvèr: "ho coinvolto un gruppo di studenti di architettura di Cagliari degli ultimi anni, con l'idea di progettare una casa particolare, per mezzo della quale pensare all'abitare. C'era una casa molto carina riecheggia la canzone di Sergio Endrigo nella quale domina l'idea di libertà e di una dimora senza pareti e senza soffitto. Questo ci ha portato ad allestire una sorta di bosco di case, all'interno del quale i ragazzi hanno percepito delle sensazioni, guidati da un gruppo di studenti di architettura di Cagliari ci bambini nella creazione della casa dei sogni. I bambini inseriscono il naso nelle finestre per annusare, poi c'è la casa dei rumori per le sensazioni uditive, le più profonde, poi c'è la casa morbida che offre un richiamo alle parti più comode dei nostri appartamenti e poi le case da indossare. Noi coinvolgiamo ragazzi da 8 a 11 anni e li aiutiamo a ripercorrere l'itinerario tipico del lavoro degli architetti: dallo schizzo al modello. L'obiettivo è far percepire cosa c'è dietro le costruzioni. I bambini ci insegnano la loro visione di abitare. Per noi è un ottimo scambio." Il laboratorio è allestito in cima alle scale dell'exmà, il luogo più difficile di tutta la struttura. Eppure pullula di ragazzi e nessuno si lascia distrarre dalle voci che provengono dagli altri laboratori. Poco distante, dietro il palco principale, c'è Matteo Pompili (dell'associazione Tecnoscienza di Bologna) con La cucina della scienza: un ristorante simulato in cui i camerieri portano colla, forbici e fogli di carta e distribuiscono menu di chimica, di fisica, di biologia. Un ristorante che propone una serie di esperimenti al posto delle portate e in alcuni casi non consumi sul posto ma ti porti a casa il frutto dell'esperimento. Per esempio trasformare un foglio rettangolare (A4) in uno quadrato allo scopo di costruire il bicchiere della staffa, e tante altre proposte molto semplici: "tutte cose che si possono ripetere". Doveroso segnalare che i volontari (ragazze e ragazzi degli ultimi anni delle superiori) hanno accolto con entusiasmo l'idea di seguire lo chef (Matteo Pompili) e ora spiegano i piatti della scienza in maniera autonoma.

Ma una delle esperienze più originali resta sempre la Notte Bianca: una serata lunga di letture, animazioni, esplorazioni fuori orario dell'exmà, con i bambini (8-11) che restano dalle 20 alle 8 senza i genitori. Per alcuni sarà la prima volta. Per altri meno. Ma resta la sontuosa bellezza del ritrovarsi fino a tardi e senza "i grandi" in mezzo ai piedi.

Domani alle 11 e 30 e alle 15: "Non aprite quella porta! Storie domestiche di scienza e di paura". Un'originalissima Game Conference nella quale si sfata il solito cliché dello scienziato chiuso in laboratorio. Con l'espediente narrativo dello scienziato fantasma si scopre che il ricercatore riflette e opera anche in casa.

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