Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop


CULTURA

Tuttestorie: dalla fantasia alla vita reale

Il festival inizia all'Exma incontrando le scolaresche. Tra gli autori, Bruno Tognolini, Matteo Corradini e Silvana Gandolfi [Cristina Onnis]

CRISTINA ONNIS
venerdì 4 ottobre 2013 16:32

Il festival di letteratura per ragazzi "Tuttestorie", inizia di prima mattina all'Exmà accogliendo le scolaresche. Tra gli addetti ai lavori, Bruno Tognolini, scrittore e sceneggiatore sessantaduenne, è chiuso nel suo ufficio poetico, una tenda decorata all'esterno con disegni di bambini. L'ufficio poetico -spiega- inizia il suo lavoro mesi prima dell'inaugurazione del festival, con la collaborazione delle insegnanti che chiedono ai propri studenti di mettere per iscritto delle riflessioni sul tema dell'anno. Così a inizio manifestazione ci ritroviamo con una serie di pensieri, destinati ad addobbare gli spazi del centro culturale per essere letti. Quest'anno è arrivata una quantità maggiore di pensieri, ma dai risvolti meno inaspettati. La Casa è un tema che evidentemente tiene più legati ad una sfera concreta e reale. Uno degli scopi del festival è l'incontro tra le storie dei libri con quelle dei lettori. Scopriamo maschietti che sognano ancora una casa sull'albero o una casa da mangiare, mentre le femminucce desiderano dei luoghi più ricorrenti nella vita quotidiana familiare, come realizzare un centro benessere.

Tra gli autori mattinieri troviamo il trentottenne piacentino Matteo Corradini, che ha catalizzato l'attenzione di un pubblico di lettori tra gli 11 e 13 anni con un romanzo storico, La Repubblica delle farfalle (Rizzoli, 2013). La vicenda si svolge nel ghetto di Terezin, in Cecoslovacchia tra il 1943 e il 1944. Una casa che da rifugio diventa prigione. Un gruppo di ragazzi ebrei per affrontare gli orrori del nazismo crea un giornalino, attraverso il quale hanno la possibilità di esprimere pensieri, timori, sogni. La storia è il risultato di lunghe ricerche e viaggi a Praga dove l'autore ha trovato oggetti originali: un clarinetto, documenti, fotografie, lettere, denaro fasullo. Corradini, dottore in lingue orientali con specializzazione in lingua ebraica, è la prima volta che scrive un romanzo. Mentre lo scrivevo -dice- avevo già in mente il pubblico destinatario dell'opera: i ragazzi, una storia di giovani per i giovani.

Lo affianca una veterana di narrativa per ragazzi, Silvana Gandolfi, che con il suo Io dentro gli spari (Salani, 2010), premio Andersen 2011, ha scelto di affrontare per la prima volta un tema sociale, la mafia. Qui la casa d'origine da rifugio diventa luogo da cui fuggire. La storia è tratta da un fatto realmente accaduto. Un bambino diventa testimone di mafia, dopo aver visto morire sotto i propri occhi il padre ed uno zio. Animata dal desiderio di dare voce a chi non ne ha -l'autrice romana ricorda- ho cominciato le mie ricerche sull'organizzazione criminale, sullo stile di vita dei bambini privati di spensieratezza ma abituati a convivere con la morte, educati all'omertà, alla sopraffazione, alla diffidenza verso le forze dell'ordine e le istituzioni. Ho fatto parecchie trasferte a Palermo ed a Livorno città in cui desideravo ambientare la vicenda. Nella drammaticità della storia emerge la forte capacità dei giovani ad adattarsi ricominciando da zero.

Torna alla Home