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TERRITORIO

Il grillino dice no alla 'Trasparenza'

Due motivazioni dietro il rifiuto della delega alla trasparenza della città metropolitana

Redazione
lunedì 13 marzo 2017 20:39

Si chiama Simone Carta il consigliere comunale, secondo ex capogruppo del M5s del Comune di Assemini, attuale consigliere della Città Metropolitana a dire no alla delega alla trasparenza della città metropolitana offertagli dal Sindaco Massimo Zedda. Due le motivazioni - a detta del Consigliere grillino - una legata alla scelta del m5s di non accettare doppi incarichi e l'altra legata a questioni personali lavorative. Ho chiesto al consigliere grillino come mai allora avesse deciso di candidarsi a consigliere metropolitano.

Simone Carta è così intervenuto: per la candidatura a consigliere metropolitano abbiamo avuto l'ok alla lista da parte dello staff come funziona per qualsiasi lista del movimento. In merito al tuo quesito, alla base vi è una votazione online del 2014 nella quale si chiedeva un parere in merito alle candidature di questo tipo agli iscritti del movimento, data l'importanza di avere rappresentanti in una istituzione come la città metropolitana, e gli iscritti votarono in maniera favorevole.

Reazioni della minoranza

Enrico Salis (Sel): personalmente ti dico questo, prima di tutto è un peccato perchè era un'occasione per Assemini di contare qualcosa di più nell'ambito della città metropolitana. Quanto alle motivazioni, posso capire e rispettare la motivazione riguardante gli impegni di lavoro del consigliere Carta. Non capisco assolutamente la questione del doppio incarico, semplicemente il consigliere metropolitano riceve dal Sindaco una delega che gli consente di guidare uno dei vecchi assessorati. L'incarico è sempre quello di consigliere metropolitano

Francesco Consalvo (PD): nessuna sorpresa, solo l'ennesima occasione persa. Assemini ha un consigliere che rifiuta una delega operativa offerta dal sindaco metropolitano, una tra le svariate deleghe con le quali il sindaco Zedda ha coinvolto gran parte del consiglio. E' un peccato, perché ci si dimentica che una volta eletti si rappresenta una città e un territorio, non se stessi o solamente il proprio partito. Ciò che è chiaro è che ancora una volta il M5S si rifiuta di andare oltre la protesta fine a se stessa, un modo di fare politica che lascia l'amaro in bocca.

Altri consiglieri della minoranza hanno ritenuto di non dover esprimere alcun commento sulla vicenda.

 
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