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ATTUALITA'

Che cosa dicono i cittadini sul nuovo Editto delle Chiudende?

Oltre 500 firmatari in pochi giorni hanno sottoscritto la Petizione contro il nuovo Editto delle Chiudende promossa dal Gruppo d'Intervento Giuridico

Redazione
domenica 15 gennaio 2017 16:03

"Ritengo che privare la Sardegna di questa particolarissima forma comune d'uso del territorio - che se reinterpretata in chiave contemporanea potrebbe offrire strumenti importanti, per gestire collettivamente beni ambientali preziosi, fondamentali per ripensare ad una nuova scala la nostra stessa dimensione urbana - sia un gesto miope e poco attento al futuro di questa Terra" (Lidia Decandia).

"Tancas serradas a muru 2.0" (Massimiliano Soru).

"I sardi dovrebbero rendersi conto che le terre cosiddette civiche sono in realtà una proprietà collettiva che appartiene a tutti e che tutti dovrebbero sentire la responsabilità e l'orgoglio di governare" (Mario Cubeddu).

"Doveroso partecipare per tutelare il patrimonio demaniale e contrastare le occupazioni abusive" (Giovanni Devias).

"il solito furto di terre, è un condono illegittimo, le terre ad uso civico abusate devono tornare al demanio o sostituite con altre e sanzionati i responsabili!" (Mario Cabiddu).

"Questa Giunta e' stata votata da tanti perche' difendesse l'interesse pubblico, e non perche' favorisse le speculazioni dei privati" (Marco Siddi).

"Evitiamo che le terre della collettività vengano svendute da politici miopi, sordi e incompetenti" (Cornelio Mesina).

"Contro la privatizzazione della "modernità" difendiamo i beni collettivi degli usi civici. Essi sono stati le risorse di tutti e tutte per secoli, devono tornare ad esserlo senza che l'onda individualista della attuale crisi concentri il patrimonio in oche mani. Contro la divisione sociale, ripartiamo dalle comunitá e dalle risorse condivise" (Luca Liverani).

"Condivido. Iniziativa sacrosanta" (Antonio Dessì).

"Le terre collettive sono patrimonio di tutti. Questa proposta va solo l'interesse di pochi furbi che hanno occupato abusivamente o che hanno interesse ad appropriarsi di terre d'uso civico. Basti con gli abusi proteggiamo la Sardegna" (Andrea Romano).

"Fermate l'appropriazione del nostro patrimonio! Firmate la petizione!" (Carlo Poddi).

"salviamo la nostra Sardegna da ulteriori scempi". (Valentina Monaldi).

"Sarebbe il caso di indagare seriamente su chi sia il vero 'sponsor' di questa nuova edizione della legge delle chiudende che, sicuramente, non porterà niente di buono alla Sardegna". (Francesco Cubeddu).

"I demani civici sono un'importante ricchezza ambientale, collettiva e locale, e la loro "sclassificazione" è illegittima" (Fabio Parascandolo).

"Sono pienamente d'accordo con voi" (Giovanni Battista Piras).

"Vogliono distruggere le terre civiche" (Francesco Mastromarco).

"Giù le mani dalle terre dei comunisti. Basta con l'ennesimo regalo pagato dai cittadini. Amministrare non vuol dire svendere" (Francesca Mesina).

"Basta Editto delle Chiudende. Dobbiamo salvare e tutelare la nostra meravigliosa Sardegna" (Rina Murgia).

"No alla privatizzazione dei beni comuni!" (Davide Canu).

"La mia firma per aiutare la nostra terra, piu' semplice di cosi'!!! Firmate, firmate e firmateeee...................." (Marisa Serrenti).

"No alla privatizzazione dei beni collettivi dei sardi!" (Paolo Mugoni).

"Difendiamo il patrimonio comune, lottiamo contro le appropriazioni di ciò che ci appartiene" (Umberto Guerra).

"contro la sottrazione di coste, pascoli, boschi che sono un bene per tutti. Il bene dell'ambiente equivale al bene comune della popolazione che ci abita" (Maria Pasqua Meloni).

Questi sono alcuni dei commenti degli oltre 500 firmatari che in pochi giorni hanno sottoscritto la Petizione contro il nuovo Editto delle Chiudende promossa dal Gruppo d'Intervento Giuridico onlus per la difesa delle terre civiche in Sardegna.

Questo è quel che pensano i cittadini sull'operazione di sdemanializzazione delle terre a uso civico sarde.

Come noto, infatti, ormai sta procedendo da tempo la pesante offensiva istituzionale dei vertici della Regione autonoma della Sardegna contro le terre a uso civico: sdemanializzazioni, occupazioni abusive ignorate, mancata dichiarazione pubblica di demani civici accertati sono le principali direttrici di attacco ai danni dei patrimoni collettivi di centinaia di centri piccoli e grandi dell'Isola.

Un nuovo Editto delle Chiudende, come il provvedimento che nella prima metà dell'800 dette inizio alla privatizzazione dei grandi demani collettivi sardi.

L'attuale situazione è descritta puntualmente nell'articolo Diritti di uso civico e demani civici in Sardegna, ecco coma la Giunta Pigliaru vuole realizzare il nuovo Editto delle Chiudende (2 gennaio 2017).

Chi ci guadagna? Riscontri elettorali, imprese industriali, piccoli e grandi abusi (forse anche di qualche amministratore pubblico), grandi imprese immobiliari (soprattutto lungo la costa orientale).

Chi ci perde? Le tante collettività locali sparse in tutta la Sardegna (in tre quarti dei Comuni sono presenti terre a uso civico), a cui vengono sottratti coste, pascoli, boschi senza nulla in cambio. Tutti noi per quanto concerne il valore ambientale dei demani civici.

Nessuna trasparenza regola queste operazioni, per esempio l'ultima legge regionale n. 26/2016 che ha introdotto nuove forme di sdemanializzazione delle terre civiche è stata approvata in quattro e quattr'otto di notte, senza alcuna pubblicità né vergogna.

Su sollecitazione di tanti cittadini - oltre alla campagna permanente legale e di sensibilizzazione - il Gruppo d'Intervento Giuridico onlus propone una petizione popolare al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru con richieste semplici e dirette: l'abrogazione della legge regionale n. 26/2016 di sdemanializzazione delle terre civiche (da proporre al Consiglio regionale), la promulgazione dei 123 provvedimenti di accertamento di altrettanti demani civici che dormono nei cassetti regionali da più di 4 anni, l'avvio delle operazioni di recupero delle migliaia di ettari occupati abusivamente.

Bisogna far sentire la propria voce, bisogna far sentire la volontà dei cittadini: firma e fai firmare la petizione in difesa delle terre collettive!

Si può firmare qui: Petizione contro il nuovo Editto delle Chiudende!