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CULTURA

La verità delle Lucide: tutto esaurito

Comico e grottesco a teatro con 'Vere e Sacrosante'

Redazione
giovedì 29 dicembre 2016 15:12

di Veronica Matta

Recitano per ottanta minuti senza pause le Lucido. Così Sottili da arrivare a tutti. Cosi Lucide da attraversare la società in tanti spaccati di vita quotidiana senza troppo enfatizzarla, semplicemente sbattendola su un palco. Pazienza se siamo questo. Per fortuna ci fanno ridere della nostra autorappresentazione. Per tre sere all'auditorium di Cagliari, in scena con "Vere e Sacrosante". Il 29 si replica al Centro giovani di Assemini per chiudere il 30 al teatro di Sinnai. Tutti pazzi per Tiziana e Michela. Tutti "esauriti" per le tamarre Tanya e Mara.

Donne, belle e intelligenti, le Lucide costruiscono un puzzle teatrale i cui differenti pezzi funzionano, si incastrano, e con ritmo incalzante, semplicemente funzionano.

"Vere e Sacrosante", un'esperienza dal vivo in cui è facile seguire il filo dello spettacolo. Fintamente banale, fotografa i tratti forti della realtà, rubando dalla strada il sapore speziato dello slang "casteddaio" cosi popolare nelle sue note di colore e arguzia.

Sottile, vivace, pronto a cogliere e a sottolineare gli aspetti più singolari delle cose, il tono delle Lucide vuole essere polemico e tagliente verso le problematiche sociali del tempo e del vivere quotidiani (integrazione, razzismo, precarietà, scarse risorse alla cultura, corruzione, politica) sdrammatizzate dai toni comici, eccessivi e mai opportuni delle due attrici che giocano sui disturbi istrionici delle loro personalità, con i quali è facile rispecchiarsi.

Sul palcoscenico gli scatoloni di un trasloco, due poltrone nere, degli abiti femminili e delle appariscenti scarpe coi tacchi, sono gli elementi scenici dello spettacolo teatrale delle Lucido Sottile che si prendono in carico la cura di luci, suono, costumi, trucco, scenografia. Uno di quei biglietti per cui non ci si pente ma anzi si ringrazia l'amico o il compagno per il suggerimento.

La cosa che mi ha colpito di più - dichiara Tiziana Troja, attrice, coreografa e cantante - è l'affetto della gente nei confronti di Tanya e Mara e che questi personaggi siano stati il tramite per far conoscere il nostro teatro a così tanta gente. Questa è la cosa che mi ha colpito di più. Sono commossa da tutto questo affetto. Mi piacerebbe fare questo spettacolo in un teatro cosi grande, magari in giro per la Sardegna. Ma questo non dipende chiaramente solo da noi. Finalmente a Cagliari abbiamo un assessore comunale competente, che sa ascoltare conosce i problemi e conosce gli artisti e a cui non bisogna spiegare le cose più elementari. Speriamo che il Comune metta mano al problema degli spazi per la cultura e che ponga fine anche a questa storia degli algoritmi che devono valutare la nostra attività. Non siamo in tantissimi, tutti sanno chi è professionista e chi no. Speriamo che la politica abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità anziché nascondersi dietro formule senza senso".

Dedico questo successo - dichiara Michela Sale Musio, attrice- al pubblico. Per le compagnie come la nostra che sono costrette a lavorare in situazioni proibitive, è una bella soddisfazione avere tutta questa gente ogni sera. Dietro a questo successo c'è una situazione che non ci lascia sereni. Le condizioni in cui oggi gli operatori della cultura sono costretti a lavorare sono inimmaginabili. L'affetto del pubblico quindi ci gratifica enormemente".

Alle 22:30, saluto le Lucido e il piccolo auditorium dirigendomi nel centro della "Chiagliari che conta". Malsana idea colse me e il mio compagno nel provare il nuovo locale "Vida". Davanti alla proposta di mangiare delle "lasagne rigenerate" ci si gela il sangue, resistiamo e pensiamo all'unisono parafrasando la tamarra Tanya: "Funerale al locale? Fatto!"

 
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