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CULTURA

La strega dei Bottoni di Roberto Pili e Regina Obino

Al Teatro delle Saline di Cagliari, domenica 11 alle ore 17.30 il prossimo appuntamento

Redazione
mercoledì 7 dicembre 2016 15:50

Nello splendido suggestivo scenario del Teatro delle Saline di Cagliari si è svolta domenica 4 dicembre la prima rappresentazione della Fiaba "Strega de Bottoni" di Roberto Pili e Regina Obino, nella rivisitazione teatrale scritta e diretta da Ivano Cugia e rappresentata in scena dagli attori Michela Laura Cogotti Valera, Ivano Cugia e Andrea Gandini. La prima è stata preceduta da una settimana di matinée riservate alle scuole ,con un migliaio di bambini che hanno potuto assistere entusiasti alla rappresentazione della fiaba nuragica.

E domenica in un teatro affollato di bambini ed adulti affascinati dalla storia, dalla professionalità degli attori e dalla magia delle scenografie, la strega Palunele e il padre di Ardi, antichi sardi del periodo nuragico, si sono avvicendati con un odierno ultracentenario sardo, avvezzo all'utilizzo delle tecnologie ma non per questo dimentico della cultura sarda. La storia della malattia di due bambini, Ardi nel passato e Marco nel presente, in continui flashback e scambi temporali, ha rappresentato l'elemento comune tra due esperienze, distanti temporalmente, seppure universali e senza tempo, che ha accompagnato i piccoli attenti spettatori in un percorso immaginario. La magia di scoprire una strega che diventa Janas ma che contemporaneamente si fa splendido ologramma e direttrice di un'orchestra di immagini digitali, avvicina la storia ad un pubblico che fa della digitalizzazione elemento di quotidianità e di analisi privilegiata del mondo. Particolarmente intriganti i contenuti educativi sottesi ad ogni aspetto ed ogni scena della rappresentazione, sublimati nel rapporto tra un padre ultracentenario che si fa digitale per avvicinarsi ad una figlia completamente immersa nell'odierna cultura globalizzante e, per avvicinarsi ad un nipote. Lo scambio culturale tra nonno e nipote è simbolizzato nella narrazione della fiaba antica ("che mi raccontò mio nonno ed a lui il suo nonno") che il nonno propone al nipote per lenire le sue preoccupazioni per la malattia di un amico e il nipote, rassicurato dal nonno, ricambia presentandogli il mondo dei cellulari, odierno totem centralizzante, di cui anche Palunele, strega e poi Janas non è completamente indenne, finanche ad essere inglobata in un "estemporaneo selfie" fuori dal tempo.

Nelle parole di Roberto Pili, Medico e Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, presente in sala con l'altra autrice del libro Regina Obino, il plauso alla compagnia del Teatro Akroama ed al suo direttore Lelio Lecis per la rivisitazione della fiaba che, in un avvincente intreccio temporale diviene ancor di più un racconto senza tempo, universale ed abreativo, nel quale poter affrontare tematiche come malattia, crescita post-traumatica, condivisione e rinascita.