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CULTURA

La recensione: 'L'Ultimo Sciamano' di Ireneo Picciau

Leggere 'L'Ultimo Sciamano' illumina e scalda l'anima e il cuore.

Redazione
martedì 6 dicembre 2016 20:27

di Veronica Matta

"Non sei povero... hai me!" A questo punto della lettura de "L'ULTIMO SCIAMANO" sono entrata in simbiosi con Anna, colei che per istinto antecipava il destino di Giovanni. "Avendo il dono di rendere tutto più semplice; passava lieve sulle cose della vita, su quelle belle e su quelle tristi, riuscendo sempre ad estrarre gli aspetti migliori dalle une come dalle alte."

Un romanzo d'amore e di magia attraverso il quale l'autore, Ireneo Picciau, suggerisce con maestria il cammino di un "sentire" che non si compra ma si conquista, attraverso la riscoperta di sè, difficile e dolorosa come quella di Giovanni.

Il suo destino di "sciamano" approda alla piena consapevolezza di sè.... "...Le parole sono come dei semi piantati e, come semi si radicano nella terra, le parole fanno radici nella persona che le riceve. le parole possono liberare o imprigionare,possono guarire o ferire a morte......".

Leggere "Lo sciamano" illumina e scalda l'anima e il cuore.

L'ULTIMO SCIAMANO, un romanzo scorrevole, avvincente, empatico in cui abbiamo modo di conoscere la storia del protagonista Giovanni, bambino - adolescente - adulto; protagonista indiscusso nella prima parte del racconto. Lo scrittore Ireneo Picciau, paulese d'origine, ci riporta indietro nel tempo, in una Sardegna in cui a predominare è la figura del padre-padrone.

Ireneo Picciau dimostra grandi abilità nel raccontare la realtà di un piccolo paese in un contesto rurale, in cui i figli venivano messi al mondo perché potessero essere utili nei campi e in cui l'educazione scolastica era un lusso concesso a pochi. Ma è da e tra quei metodi educativi-violenti tipici delle famiglie sarde di un tempo che Giovanni, il protagonista, scopre una diversità che condizionerà il resto della sua vita. Il volo sciamanico ed il mondo altro, sono solo una metafora.

L'ULTIMO SCIAMANO è la storia di un uomo che ha avuto "la fortuna" nella sfortuna di poter sviluppare un profondo dialogo interiore. Un pretesto l'aver ricorso alla figura dello sciamano per affrontare il tema della diversità.

Giovanni, il bastardo, "su burdu", cosi lo chiamavano nel paese perchè diverso, rappresenta la risposta ad un atteggiamento interiore di un'anima che ha sofferto. La sofferenza data dal rifiuto, dall'isolamento e dalla percezione dello stigma su di sé che hanno contribuito ad incrementare in lui la ricerca di significati diversi nella vita.

Per tutto il romanzo si ricorre alla dottrina della predestinazione, come punto di forza nello svolgimento della vita del protagonista. È un romanzo che conduce il lettore alla presa del sé, all'autoconsapevolezza dell'essere nel mondo.

Quanta fatica l'uomo deve fare per ascoltarsi e non farsi male. Ma nel male c'è anche tanta paura. Le persone cattive spesso sono spaventate, hanno paura di ciò che cambia. Antioguperra, il padre di Giovanni è, a suo modo, una metafora dei giorni nostri. Si fa il male (intolleranza, discriminazione, violenza) soprattutto per paura del nuovo e del diverso.

L'ULTIMO SCIAMANO di Ireno Picciau è un romanzo di formazione e una storia d'amore. Ai lettori non posso che rivolgere lo stesso augurio dato a Giovanni nel romanzo: l'importante è che non abbandoniate mai il cammino della consapevolezza.