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TERRITORIO

La panada gigante in ceramica all'ingresso di Assemini?

Un simbolo identitario che non piace a tutti i ceramisti asseminesi

Redazione
martedì 6 dicembre 2016 13:13

di Veronica Matta

Promuovere l'idea su una possibile installazione di una panada gigante all'ingresso dell'antico paese della ceramica del Campidano, e delle ceramiche altrettanto giganti per abbellire le piazze del Comune di Assemini, rappresenta "il tentativo di uscire dalla crisi e valorizzare il nostro paese" dichiara Efisio Casula, promotore dell'iniziativa e presidente dell'associazione "Assemini crea" costituita da ben 16 artigiani, tra cui alcuni ceramisti.

I "pasticci" legati ai titoli di giornali di cui spesso i giornalisti non hanno responsabilità (ci si riferisce a quello apparso sull'Unione sarda domenica 4 dicembre) spesso non aiutano a comprendere i fatti, lasciando posto a polemiche che infiammano gli animi e creano amarezza a chi ancora crede nella bellezza propositiva delle idee. Questo è accaduto ad Efisio Casula, coltellista asseminese e Presidente di un'associazione che crede nella forza dell'unione e nella potenzialità economica-turistica dell'arte asseminese. Alcuni ceramisti hanno trovato ridicolo il mio pensiero della panada gigante in terracotta - dichiara amareggiato Efisio Casula - e non solo, la definiscono una "grezzata". La non condivisione dell'idea proposta ha generato nell'uomo un senso di sfiducia per un possibile rilancio economico- turistico del paese anche attraverso i suoi simboli più importanti, la ceramica e sa panada.

Assemini è un Comune di 27 mila anime in cui la ceramica e "sa panada" hanno sempre caratterizzato la vita di questo paese che sorge nelle immediate vicinanze di Cagliari. La ricchezza delle ceramiche (che riporta alla memoria l'antica arte de is strexiaius) e la presenza dello stagno hanno favorito lo sviluppo di questa lavorazione sin da epoche molto antiche, inclusa la preparazione del piatto tipico rappresentata dalla panada di anguille, recentemente riconosciuta dalla Regione Sardegna piatto tipico asseminese.

La ceramica e anche sa panada sono per Assemini tratti distintivi, che altri paesi non hanno e invidiano. Due elementi, la ceramica e sa panada che caratterizzano la vita della comunità, la cultura, il turismo ed ovviamente (o cosi dovrebbe essere) l'economia.

Troppo pasticci attorno al centro pilota nato per riunire l'arte e il genio asseminesi del mondo dell'artigianato locale e luogo deputato per poter ammirare le ricche collezioni di ceramiche ritrovate sul territorio che dovrebbero essere di indubbio interesse storico ed artistico ed importante settore economico e turistico di richiamo.

Assemini, dovrebbe essere un borgo della ceramica, meriterebbe una strada della ceramica, che conducesse perché no al centro pilota, in cui ritrovare i simboli legati all'identità degli asseminesi, come sa panada, ma non solo.

Assemini, dopo tanta speculazione edilizia che ne ha deturpato il paesaggio, non ha bisogno di denaro ma di bellezza artistica ed eventi capaci di richiamare appassionati e curiosi da tutta Italia e non solo, con esposizioni dedicate alla ceramica antica e moderna invadendo i centri espositivi della città (ma dove sono?). Assemini avrebbe bisogno di vedere per le strade pittori e tornianti che diano sfoggio della loro maestria (e non dentro un parchetto fatiscente).

Assemini avrebbe bisogno di cura e piccole attenzioni capaci di creare un clima più accogliente tra gli artigiani, ultimi rimasti in Assemini che dovrebbero uscire dalla propria nicchia e aprirsi alle nuove forme d'arte perché la lavorazione tradizionale possa essere portata avanti anche da "giovani artisti" che stanno sviluppando percorsi innovativi sull'immagine del paese. Da qui la necessità che l'amministrazione comunale apra alle idee innovative con iniziative legate all'arte contemporanea che potrebbero suscitare nuovo e fresco interesse intorno alla produzione contemporanea attraverso esposizioni collettive o di singoli artisti, e promuovendo, perché no, contatti commerciali con partner internazionali.

Arte e cibo possono aiutare Assemini a risollevarsi ma solo attraverso un processo di ri-costruzione identitaria. La ceramica e sa panada rappresentano i suoi gioielli, non capirlo è da folli.