Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop


LAVORO

Cambridge, il paese dei balocchi sudati

Perché stare qui? Perché qui lavori. Qui ricordano la frase 'Il lavoro nobilita l'uomo' e ogni mestiere è onorevole, se ti dà da mangiare. [CRISTINA ONNIS]

CRISTINA ONNIS
lunedì 18 gennaio 2016 13:52

di Cristina Onnis

Ed eccoci giunti a Cambridge, quella in Gran Bretagna tanto per intenderci, un paesino con circa 124.000 abitanti contro i 154.387 dell'amata Cagliari. Emerge immediatamente l'atmosfera amena del paese. Tutto appare molto ordinato, controllato, i volti familiari dopo qualche tempo che ci si vive. Il fulcro di Cambridge si trova al centro e da esso poi si dipanano tutte le altre zone, similmente ai gironi danteschi. In centro si trovano le attività commerciali, il resto sono case abitate da un numero imprecisato di persone di diverse nazionalità. Qui è marginale il senso di proprietà di una casa, tutti pagano ma pochi usufruiscono a pieno dei suoi confort. A Cambridge c'è il culto dei pub, spazio sociale, dove bere fino a cancellare ogni ricordo. Il paesaggio è molto uniforme pertanto ci vuole qualche tempo per affinare l'occhio alle varianti, fornite più che altro dai ritagli di verde dei parchi e dal fiume Cam, da cui il nome di Cambridge. Pure qui capita che vi siano delle svettanti architetture in vetro accanto a quelle in stile gotico, l'asfalto e marciapiedi sono guarniti da buche, magari per farmi sentire più vicina a casa. L'ingresso ai musei è gratuito, ma non vi preoccupate, tutto il resto si paga e abbondantemente.

La città nota soprattutto come centro universitario è per pochi e pure questi pochi dopo un po' di tempo si guardano attorno, soprattutto alla vicina Londra in cerca di un diversivo. Tutte le attività iniziano verso le nove del mattino e si concludono alle cinque del pomeriggio tranne alcune eccezioni o varianti settimanali. Volete fare una cenetta fuori? Beh tenete d'occhio l'orologio perché inesorabilmente alle undici di notte le serrande si abbassano. Aaaah quanto fa bene stare all'aria aperta a fare due passi a piedi o in bici, salvo poi essere colti da raffiche di vento contornate da pioggia. Ma non vi preoccupate, ci sono solo quattro gradi ed è inutile prendere l'autobus per fare due miglia in mezz'ora e poi farsi dieci minuti a piedi. Molti qui si spostano in bici e fanno jogging salvo poi fare lauti pasti a base di piatti pronti.

Perché stare qui? Perché qui lavori. Ti trattano da straniero, ma lo sei. Ti devi adeguare a tenere la sinistra, a contare i penny, a iniziare ogni frase con "Scusi". Ma qui ricordano la frase "Il lavoro nobilita l'uomo" e sulla base di questo ogni presunto Mammone, Bamboccione svanisce, ogni mestiere è onorevole, se ti dà da mangiare. Qui gli stranieri sono perlopiù magri. La paga base è £ 6.70 a ora e un litro di latte di mucca costa in media una sterlina. È un bene stare qui, anche se non sei uno degli studenti figli di papà che sfrecciano sulle loro mercedes coupe con la musica a tutto volume, perché qui riconoscono il tuo valore e lo stimolano a fruttare. Qui sai che se inizi facendo il lavapiatti, si tratta solo del primo scalino di una lunga scala. A Cambridge sei in buona compagnia perché sono davvero numerosi gli stranieri che parlano più o meno inglese e così ci si sente membri di una nuova grande famiglia caratterizzata dal disorientamento per la vita senza paracadute, pedine in una nuova scacchiera di cui si ha solo la prima pagina del libretto di istruzioni. È elettrizzante sentire la propria vita pulsare tra le dita, opportunità carente in un paese come il nostro, dove un po' per scelta un po' per obbligo la famiglia fa da airbag costantemente attivo e senza un suo importante contributo ci si ritrova a fare la trottola ottenendone solo un gran mal di testa. Perciò ben vengano un cielo grigio e la bici usata come mezzo di trasporto perché saranno il nuovo foglio e la nuova penna su cui scrivere la vita da adulto, una vita che il mio paese non è stato in grado di darmi.

Commenti
 
Connetti
Utente:

Password: