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LAVORO

Docenti sardi premiati dalla Buona Scuola: tutti assunti nell'Isola

Evidentemente questa 'Buona scuola' non era poi così cattiva - commenta a caldo il direttore scolastico regionale Francesco Feliziani.

Redazione
martedì 10 novembre 2015 20:41

La grande chiamata della 'Buona scuola' premia i docenti sardi che volevano rimanere nell'isola: tutti i 1.451 candidati sono stati assunti dal Governo e quasi tutti sono stati chiamati nella prima provincia prescelta. Solo 27 non sono stati accontentati, ma rimarranno comunque in Sardegna. Anche per loro c'è la possibilità di un aggiustamento in caso di eventuali rinunce. "Tutti in Sardegna. Evidentemente questa 'Buona scuola' non era poi così cattiva - commenta a caldo il direttore scolastico regionale Francesco Feliziani - Troppo allarmismo, alla fine come vedete non c'è stata nessuna deportazione". Quasi una beffa, invece, perchè si sarebbero potuti accontentare altri duecentocinquanta docenti sardi. Ma le domande, 1.451 quelle rimaste per la fase C, alla fine sono risultate inferiori ai posti messi a disposizione nell'isola, 1.675. "Rimane il rammarico per i docenti sardi che non hanno presentato la domanda per la paura di dover partire", osserva Feliziani. E quei 225 posti in più? Saranno coperti da altri docenti di altre regioni. Ma la direzione scolastica regala speranze anche a chi stato destinato dalla fase B soprattutto nel nord Italia. "In fin dei conti sono partiti solo pochissimi docenti, una decina - spiega il direttore scolastico regionale - mentre tutti gli altri sono rimasti nell'isola per la supplenza sino al 30 giugno. Dopo questa data io sento di essere ottimista: sono convinto che resteranno ancora in Sardegna". Ora per i neoassunti si tratta soltanto di accettare la proposta. E aspettare l'indicazione della scuola, ultima incognita prima della presa di servizio. La proposta di assunzione è arrivata puntuale alle 16. E sono stati momenti difficili per i circa 1.500 docenti sardi perché il sistema Polis del Ministero dell'Istruzione era intasato. Molti sono riusciti ad aprire la e-mail inviata da Roma. Da lì le prime buone notizie: proposta di assunzione sicura. Ma non era ancora indicata la provincia. Poi dopo interminabili minuti di attesa la bella scoperta: un posto di lavoro vicino a casa.(ansa)

 
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