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LAVORO

D'Aquila (Syndial-Eni): le bonifiche sono avviate

Intervista a Gianluca D'Aquila, responsabile delle bonifiche in Sardegna per la società Syndial. Punto della situazione su Porto Torres [Tino Tellini]

TINO TELLINI
venerdì 19 giugno 2015 16:32

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di Tino Tellini

La Syndial è una società di Eni impegnata da anni nelle bonifiche e nel recupero sostenibile delle aree industriali italiane dismesse, con l'obiettivo di renderle disponibili per l'avvio di nuove attività tramite la cessione a terzi. Syndial realizza interventi di bonifica, di suoli e falda, utilizzando tecnologie avanzatissime e all'avanguardia a livello internazionale. I suoi interventi di bonifica interessano circa 50 siti dismessi, di cui 17 di Interesse Nazionale (SIN). Le attività rappresentano per i territori innanzitutto un atto dovuto per l'inquinamento subito, ma sono anche un'opportunità in termini di ricadute economiche, occupazionali e di restituzione delle aree ai territori. Rimangono naturalmente basilari anche gli obiettivi della bonifica, il riutilizzo delle aree inquinate e l'impatto positivo sulle persone, l'ambiente e l'economia. Occupiamoci ora del sito industriale di Porto Torres (Sassari). Le sue attività sono iniziate nel lontano 1962, ad opera del gruppo chimico SIR, con l'avvio dell'impianto del fenolo. In seguito il gruppo di Rovelli si è allargato ad altre produzioni, come olefine, cumene, tripolifosfato (tpf), fibre, gomme sintetiche e plastiche, fra le le quali il polietilene ed il pvc. Sono anni di indubbio benessere economico, ma anche di forte inquinamento, per il territorio e la popolazione. Il Depuratore Consortile viene costruito nel 1986.

Nel 1982, dopo il crack del gruppo Rovelli, il sito è stato assegnato a Eni, che ancora ne detiene la proprietà. Oggi dei complessivi 1.200 ettari del Petrolchimico ( i cui vecchi impianti sono stati quasi interamente fermati), circa 400 sono destinati alle attività produttive, fra cui la cosiddetta " Chimica verde", mentre il resto è di proprietà Syndial, che ne cura la bonifica e la valorizzazione. Le attività di caratterizzazione degli inquinanti e di messa in sicurezza del sito sono state avviate nel 1997. Da tempo tutte le aree sono completamente isolate rispetto ai recettori sensibili, per mezzo di una barriera idraulica che impedisce qualunque migrazione di inquinanti verso l'esterno. Per le attività ambientali eseguite dal 1997 sino ad oggi, Eni, secondo i dati forniti, ha complessivamente speso oltre 170 milioni di euro.

Per "Globalist" intervistiamo l'Ing. Gianluca D'Aquila ( nella foto del riquadro), che è il responsabile delle bonifiche Syndial per tutta la Sardegna. Nato 44 anni fa a Siracusa, sposato con due figli, con la passione per lo sport, la musica ed il pianoforte, Gianluca D'Aquila è entrato in Eni nel 1999. Ha iniziato la sua attività lavorativa a Priolo in Sicilia, poi si è trasferito a Manfredonia, dove dal 2005 divenne il responsabile del sito Syndial. Dal 2008 si è occupato degli interventi ambientali in Sardegna, fino a diventarne il responsabile. Di seguito le sue risposte alle nostre domande inerenti alle bonifiche del sito industriale di Porto Torres.

Ing. D'Aquila, sono passati 6 anni dall'accordo sindacale di Porto Torres del 19 ottobre 2009, accordo in cui vennero messi a disposizione da Eni 530 milioni di euro per le bonifiche. Quante di quelle risorse sono state spese sinora? Ne sono previste altre?
Sino ad oggi Syndial ha sostenuto costi per interventi ambientali nel sito di Porto Torres per oltre 170 milioni di euro. Tali interventi hanno riguardato e riguarderanno suoli, acque e demolizioni degli impianti industriali non più in uso. Si stima, in attesa dell'emissione dei decreti ministeriali di approvazione dei progetti, che per le prossime attività saranno spesi circa 250 milioni, oltre ai costi di gestione e di monitoraggio ventennali degli interventi. Inoltre a questi vanno sommate le spese che Syndial sta sostenendo per la darsena, benché non responsabile dell'inquinamento dell'area. Sottolineo che a volte le comunità locali considerano la bonifica come una specie di espiazione dei peccati per chi ha inquinato, in realtà non è solo questo. Infatti si tende a pensare che più pesanti siano i costi della bonifica, più efficace sarà l'intervento, ma si tratta solo di un aspetto, sia pure importante, dell'argomento. Sono basilari anche gli obiettivi della bonifica, il riutilizzo delle aree inquinate e l'impatto positivo sulle persone, l'ambiente e l'economia.

Qual è lo stato dei fatti sulla darsena, le cifre spese, gli interventi eseguiti e le altre attività previste?
Syndial è stata individuata dal Comune di Porto Torres per le sue competenze tecniche atte a risolvere le problematiche di carattere sanitario della Darsena. Occorre specificare che la nostra società non è proprietaria e non ha responsabilità in merito alla gestione dell'area. Syndial ha presentato un progetto volto a risolvere le criticità emerse. Questo progetto è stato discusso nella Conferenza dei Servizi (convocata dal Comune di Porto Torres nel mese di giugno 2014), alla presenza di tutte le autorità locali. Va ricordato che ad ottobre 2014 il Sindaco di Porto Torres emise un'ordinanza che ha permesso a Syndial di avviare le attività in oggetto. Si sono appena conclusi i lavori previsti dalla prima fase in cui Syndial ha speso 1,5 milioni di euro. Alla luce di questi fatti non è vero quindi, come emerso in qualche recente articolo, che Syndial su questa problematica sia rimasta inoperosa. Attualmente sono in corso le elaborazioni dei risultati. Sostanzialmente sono state rimosse tutte le vecchie tubazioni, che erano state interrate in occasione della costruzione della Darsena. Inoltre, sono stati eseguiti numerosi rilievi (chimici, idraulici, geologici) al fine di calibrare gli interventi programmati nel progetto approvato. Come previsto dall'ordinanza i risultati saranno presentati agli Enti preposti, al fine di procedere con la seconda fase: sigillatura delle banchine e del fondale dello specchio acqueo della Darsena. Il progetto prevede un costo di oltre 8 milioni di euro, di cui, ripeto, 1,5 è già stato speso nel primo semestre di quest'anno.

Quante somme sono state spese per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda acquifera? E quali gli interventi eseguiti?
Syndial attualmente gestisce una serie di opere idrauliche, avviate a seguito degli interventi di "messa in sicurezza d'emergenza". Nello specifico gli interventi sono: barriera idraulica fronte mare e confine ovest del sito, ovvero circa 6 km di barrieramento idraulico per un totale di 79 pozzi di emungimento. Inoltre ancora: trincea drenante, sistema di recupero in automatico del surnatante, impianti di trattamento acque di falda, per una potenzialità di trattamento pari 240 mc/ora. Tale trattamento assicura la completa chiusura idraulica della falda acquifera dell'intero sito di Porto Torres. L'impianto risulta composto da 4 moduli che garantiscono, oltre alla completa chiusura idraulica, la totale rimozione di tutti i contaminanti presenti in falda. Le attuali misure di "messa in sicurezza" consentono il trattamento di acque pari a circa 2.000.000 mc/anno, che vengono emunte dai sistemi sopra descritti, trattate e successivamente scaricate in pubblica fognatura, per poi essere convogliate all'impianto di depurazione del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari. Complessivamente, le attività inerenti alla "messa in sicurezza d'emergenza e bonifica della falda" hanno finora comportato un esborso per la società Syndial di circa 70 milioni di euro. Dall'attivazione delle misure di messa in sicurezza d'emergenza è stato trattato un volume d'acque pari a circa 20 milioni di mc. Sono stati inoltre rimossi circa 4.150.000 litri di surnatante, recuperati circa 15 mila kg/anno di prodotti organici e clorurati disciolti in falda.

A che punto è la bonifica dei terreni?
La caratterizzazione del sito è stata completata da tempo e la relativa analisi di rischio è stata approvata dagli Enti competenti nel dicembre 2010. Da questa completa caratterizzazione si evidenzia che dei 1.200 ettari del sito la parte che richiede interventi di bonifica sui suoli, compreso le aree oggetto di deposito dei residui industriali (Minciaredda, Palte e Peci), è meno di 100 ettari. La bonifica di queste aree è stata affrontata da tempo e sono stati presentati diversi progetti. Per le aree oggi potenzialmente fruibili Syndial ha confermato al territorio la disponibilità ad avviare un confronto per la loro cessione, al fine di agevolare la loro reindustrializzazione in attività condivise e compatibili.
I suoli del sito di Porto Torres, escluso le aree oggetto di deposito dei residui industriali, presentano pertanto una contaminazione per circa il 3,6% dell'intera estensione. Syndial sta attuando il progetto di bonifica dei moduli denominati M01, M02 e M03, già decretati. Si tratta di bonifiche" in-situ", mediante l'applicazione di tecnologie innovative, la cui validità ed efficacia è riconosciuta a livello internazionale (tutto ciò verificabile), caratterizzate da un elevato indice di sostenibilità ambientale. Tutte le matrici ambientali che non potranno essere trattate nell'ambito del progetto moduli, sono ricomprese nel cosiddetto Progetto Nuraghe.

Quando pensa possano partire i primi interventi di bonifica del progetto Nuraghe e ne può esporre a grandi linee il progetto stesso e le modalità di intervento?
Nel corso degli anni, per la bonifica dell'area Minciaredda, peci e palte, Syndial ha presentato diversi progetti, che non sono mai giunti ad approvazione finale. Di conseguenza la società nel 2012 ha avviato il progetto "Nuraghe", che si propone di risolvere in modo innovativo, sinergico e sostenibile il problema. Per questo sono stati invitati 24 tra i migliori player nazionali e internazionali del settore, al fine di manifestare interesse per un progetto complessivo e curarne l'esecuzione. I players si sono organizzati in 6 cordate, coinvolgendo altre imprese qualificate. Di questi 6 raggruppamenti sono stati individuati i migliori tre, sulla base di requisiti oggettivi per essere messi a gara.

Le principali aree di intervento inserite nel progetto sono: Minciaredda (discarica, l'area più grande, pari a circa 35 ettari), area peci DMT, area palte fosfatiche, trattamento dei suoli derivanti dalla bonifica e dei materiali da demolizione.

I criteri della gara hanno dato rilevanza alla valorizzazione delle imprese del territorio. Dopo approfondito esame tecnico ed economico, con il coinvolgimento nella commissione di valutazione di esperti di fama riconosciuta di varie Università, a settembre 2014 la gara è stata assegnata al raggruppamento temporaneo d'impresa guidato da Astaldi, gruppo primario che opera in tutto il mondo nell'ambito delle infrastrutture civili e ambientali. Fra le imprese della cordata la sarda "Domus" di Sassari, che si occupa di progettazioni ambientali.

In particolare, l'intervento si prefigge di trattare tutti i suoli contaminati dell'area Minciaredda fino al raggiungimento della piena conformità, separando dai suoli tutti i residui industriali che furono interrati dai tempi della SIR fino ai primi anni Ottanta, anni in cui il sito fu assegnato a Eni. Una volta ultimato il trattamento si procederà con il rinterro degli scavi e la ricomposizione ambientale dell'area con specie autoctone. I residui industriali saranno differenziati a seconda delle loro caratteristiche: i pericolosi saranno smaltiti fuori dalla Sardegna, i non pericolosi saranno messi a dimora in moduli di raccolta che saranno appositamente costruiti. Il progetto Nuraghe è stimato in 80 milioni di euro.

Il cuore pulsante del progetto Nuraghe sarà la piattaforma di trattamento suoli, che si occuperà della bonifica dei suoli di Minciaredda, nonché i residui e i suoli dell'area denominata Peci DMT e di tutti gli altri suoli che non sarà possibile trattare. In poche parole: una bonifica suoli a 360°, nulla escluso.

L'ultimo intervento del Progetto Nuraghe sarà la messa a dimora dei residui denominati palte fosfatiche, in un apposito modulo di raccolta, previa inertizzazione.

Syndial auspica di avviare i lavori entro la fine di quest'anno. Dalla presentazione dell'istanza del progetto avvenuta nel dicembre 2014, la società ha partecipato a tavoli tecnici promossi sia dal Ministero dell'Ambiente, sia dalla Regione Sardegna con il coinvolgimento di tutti gli Enti e soggetti autorizzatori. Nel corso dei tavoli, Syndial ha fornito puntuale riscontro e ha inviato in data 28 Aprile 2015 la risposta alle valutazioni istruttorie del Ministero dell'Ambiente. A oggi siamo in attesa della convocazione, da parte del Ministero dell'Ambiente, della prima Conferenza dei Servizi. Ad ogni modo Syndial conferma la disponibilità a confronti con gli enti locali in qualsiasi momento, per dare le opportune spiegazioni.

E' vero che nelle bonifiche sono previste alcune tecnologie in grado di "lavare" i terreni inquinati e riposizionarli sul posto?
Il centro nevralgico del progetto Nuraghe è proprio la piattaforma di trattamento suoli, un impianto complesso che laverà i suoli (soil washing). Ma non solo: avrà una sezione di vagliatura e frantumazione iniziale per la separazione a monte dei suoli da residui, un modulo di desorbimento termico, tecnologia in grado di termo-distruggere i componenti contaminanti persistenti, oltre a ulteriori tecnologie "on-site" quali la "bioremediation" e "stabilizzazione". E' chiaro che i suoli saranno riposizionati solo quando avranno raggiunto la conformità, in contraddittorio con gli Enti competenti. La piattaforma, a conclusione dell'intervento, verrà messa a disposizione del territorio.

Quanto tempo dureranno le bonifiche nei vostri piani?
Per i suoli è previsto un intervento della durata di circa 4 anni, per la falda saranno necessari almeno 10-15 anni. La rimozione degli inquinanti è infatti particolarmente celere se le concentrazioni sono elevate, ma quando queste scendono al di sotto di determinati valori, la rimozione residuale fino al limite di conformità richiede più tempo.

Secondo lei quanto personale verrà impiegato nelle bonifiche di Porto Torres?
All'epoca della sottoscrizione del protocollo d'intesa per la "Chimica Verde", nel maggio 2011, Syndial impiegava nelle bonifiche mediamente circa 30 addetti delle imprese terze locali. A fine 2013 l'impiego è quasi triplicato: in media circa 85 persone con picchi di 90 - 95. A fronte delle nuove iniziative in attesa di autorizzazione, a inizio 2016 si prevede un incremento medio sino a 100 - 150 unità, con punte sino a 250 persone di imprese esterne, prevalentemente locali, a fine 2016.

Per quanto riguarda i dipendenti diretti di Syndial, l'incremento dal 2010 al 2014 è stato da 20 unità alle attuali 64.

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