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L'EDITORIALE

Professor Pigliaru: ma quando inizia questo domani in Sardegna?

Cronaca severa di un incontro con il presidente della regione, organizzato dai volontari della sua campagna elettorale, un anno dopo la vittoria del centro sinistra.

CLAUDIA SARRITZU
sabato 24 gennaio 2015 11:15

Foto di Dietrich Steinmetz
Foto di Dietrich Steinmetz

di Claudia Sarritzu

Prima di iniziare questo pezzo severo vanno fatte un po' di premesse. Prima cosa: un anno di governo regionale dopo il nulla cosmico di Cappellacci durato 5 anni di agonia, non è facile. La Sardegna era una terra in fin di vita e andava rianimata, miracoli dal professore e dalla sua giunta era stupido aspettarseli. Seconda premessa: Francesco Pigliaru è il presidente di Regione più istruito, intelligente e con una visione di futuro che abbiamo mai avuto. La mia stima personale non è in discussione. Terza premessa: l'incontro era molto casareccio, la presentatrice era molto "coinvolta" emotivamente, forse non avvezza al microfono e emozionata, trasmetteva il suo forte apprezzamento per il professore, quindi ogni domanda appariva più una carezza che uno stimolo a far meglio. La fila di ragazzi e non più tanto ragazzi che leggevano le domande (troppo lunghe e disordinate per far rispondere in modo esauriente in soli 4 minuti) trasudava ancora l'aria della campagna elettorale, mentre mi aspettavo un clima diverso del tipo: ti abbiamo sostenuto, ti abbiamo seguito per un mese in campagna elettorale mettendoci la faccia, ora dacci risposte sulle cose che hai fatto.

Ieri mi è sembrato di vivere un deja vu. Mi pareva di respirare il clima di uno degli incontri di un anno fa quando il professore elencava tutte le belle cose che voleva fare. Quindi rispondendo alla domanda titolo dell'iniziativa: E' iniziato il domani? A mio modesto parere sembrerebbe di no. Sembrerebbe di essere ancora a ieri. Ma anche in questo caso la colpa non è del professore che qualcosa l'ha fatta e ora elenchiamo cosa, ma dell'iniziativa che forse ha proprio sbagliato titolo. Troppo azzardato dopo solo 12 mesi.

Allora cosa ha fatto professor Pigliaru, degno di nota?

"Sono stati confermati dall'Eni 530 milioni per le bonifiche Syndial a Macchiareddu e a Porto Torres". E questa è una fantastica notizia. Poi si è parlato anche di Igea, un tema che a me sta molto caro: ben 170 milioni sempre per le bonifiche, nonostante lo scandalo che ha colpito la società e che ha visto finire in carcere il sindacalista Marco Tuveri, mentre per l'ex presidente Giovanni Battista Zurru i domiciliari, e l'obbligo di dimora per la segretaria Daniela Tidu. Altro tema fondamentale toccato dal presidente è stato quello di Alcoa: il 26 gennaio, a New York, si dovrebbe aprire il tavolo tra Glencore e Alcoa: "Sono mesi che tentiamo di concludere positivamente la trattativa. Abbiamo sottoscritto con la Glencore un protocollo che ha impegnato la Regione e lo Stato a garantire ai possibili nuovi azionisti prezzi vantaggiosi sui costi dell'energia".

Il momento a mio avviso più imbarazzante dell'iniziativa di ieri è stata forse la prima domanda: lei che è un professore di economia, dai numeri è passato in poco tempo alle facce reali della gente, che ha incontrato in quelle settimane di campagna elettorale un anno fa. Se le ricorda ancora quelle facce? In quel preciso istante ho avuto i brividi. Cioè avete sostenuto un uomo che credevate essere solo un cinico matematico che non ha mai toccato con mano la triste realtà concreta della crisi? Le uniche persone "del popolo" che con cui ha mai scambiato due parole nella sua vita sono state quelle poche di un anno fa? Spero vivamente che Pigliaru non sia rimasto in cattedra tutta la vita se no la Sardegna non vedrà davvero mai questo domani: i numeri non cambiano il mondo. Non solo, vanno anche per dovere di cronaca ricordati gli scivoloni più significativi del professore: il primo quello sulle scuole dei piccoli comuni. Il professore vorrebbe chiuderle alla faccia dello slogan: ripopoliamo i piccoli centri. Ecco ci sono momenti in cui uno dovrebbe capire che bisogna mettersi d'accordo prima con se stessi. Secondo la tassa regionale universitaria raddoppiata. E' vero che è una decisione statale, quindi tutti quei titoli di giornale sbagliati e faziosi contro di lei vanno condannati, ma caro professore visto che la responsabilità è di Matteo Renzi poteva evitarsi il discorso errato sulla progressività della rata, non difenda l'indifendibile. "Più sei ricco più paghi" e magari fosse così! Io ho intervistato ragazzi che vivono in una famiglia mono reddito, che all'anno guadagnano 30 mila euro (fascia 4) da 63 euro pagheranno 143euro, ben 80 euro in più. Non ci venga quindi a dire che noi di sinistra dovremmo essere contenti che i ricchi paghino di più, perché purtroppo non si tratta di ricchi. Ma se lei non ha mai incontrato il popolo, ma solo i numeri... allora è perdonato!

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