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TERRITORIO

Assemini: durante la Messa, il prete affronta il sindaco Puddu e chiede ai fedeli i soldi per pagare la Tari

"Temevo, ma non pensavo che arrivasse a tanto; o se non altro ho pensato: non comincerà proprio oggi, proprio durante la messa di papà?!" Sindaco Mario Puddu.

VERONICA MATTA
domenica 26 ottobre 2014 12:24

di VERONICA MATTA

Una storia che a tratti può avere dell'incredibile ma quando c'è di mezzo Don Paolo della Chiesa Beata Vergine del Carmine, tutto è possibile. Ieri sera, durante la Messa di Trigesimo del Signor Antonio Puddu, padre del Sindaco Mario Puddu, mancato trenta giorni fa, il parroco Don Paolo, nonostante non l'abbia celebrata in prima persona, poco prima che finisse, è andato verso il leggìo e come ultimo punto, ha ricordato ai fedeli di rimboccarsi le maniche e di mettere mani al portafogli a causa dell'esosa tassa da pagare, la Tari (riferendo anche l'importo), ovviamente ribadendo la responsabilità dell'attuale amministrazione. Un po' come un affronto ha manifestato il proprio malcontento davanti al Sindaco e ai suoi famigliari che erano in prima fila, raccolti e uniti da un dolore troppo fresco per la perdita del proprio caro. "Temevo, ma non pensavo che arrivasse a tanto; o se non altro ho pensato: non comincerà proprio oggi, proprio durante la messa di papà?!" dichiara, con un certo rammarico, il Sindaco Mario Puddu. I tanti presenti sono stati avvolti da un senso di squallore tanto che alla fine gli stessi al posto delle condoglianze hanno dichiarato il dispiacere per tanta indelicatezza da parte del Parroco. Don Paolo, parroco di una delle due Chiese di Assemini, non finisce sotto i riflettori per la prima volta, da anni numerosi fedeli si lamentano per i modi poco cortesi ma stavolta ha superato se stesso. Chiedere ai fedeli di contribuire al pagamento della tari perché l'amministrazione gli ha dato da pagare circa 4000 mila euro non è quello che ci si aspetterebbe entrando nella casa del Signore, né durante le omelie delle Messe, né tanto meno nel trigesimo di una morte. 30 giorni dopo la morte di una persona, di certo non dovrebbero trovare spazio le lamentele sulle tasse statali o sul potere politico, piuttosto parole di conforto per le anime sofferenti di chi ha perso un proprio caro. Nessuno è perfetto, ma sarebbe buona cosa ricordarsi che il destino finale dell'uomo riguarda la sfera spirituale, in primis, e un Ministro della Chiesa non dovrebbe discostarsene.....ma tantè! Il Regno di Dio ha tante dimore....ci sarà anche per Don Paolo!

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